Novità del 27.04.2018 - CU2018, Privacy, IVA Svizzera, Bitcoin, assegni

Modalità di rilascio da parte dell'INPS (circ. INPS 23.4.2018 n. 67)

Con la circ. 23.4.2018 n. 67, l'INPS rende note le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2018, ricordando che, in qualità di sostituto d'imposta, è tenuto annualmente a rilasciare ex art. 4 del DPR 322/98 la CU, che include, oltre ai redditi di lavoro dipendente (e assimilati) e di pensione, anche redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.
Per visualizzare, scaricare e stampare il modello, occorre accedere con le proprie credenziali (SPID o codice fiscale e PIN o CNS) al servizio on line "Certificazione Unica 2018", accessibile dal menu "Servizi on line" del portale web o dall'app Inps-Servizi Mobile.
Ulteriori modalità sono poi previste per i soggetti impossibilitati a fruire dei servizi on line, che possono procedere attraverso le strutture territoriali dell'Istituto, le postazioni informatiche self service, la PEC, i patronati e i CAF, i Comuni e le Pubbliche amministrazioni abilitate oppure delegando un professionista abilitato all'assistenza fiscale in possesso di PIN e certificato Entratel.
Con riferimento a quest'ultimo, l'accesso potrà essere effettuato, anche in via esclusiva, tramite SPID previa identificazione dell'interessato e acquisizione della delega specifica. Inoltre, la visualizzazione della Certificazione Unica 2018 da parte degli intermediari è subordinata all'inserimento, all'interno della procedura, di alcuni elementi indicati in circolare.
La CU 2018 può essere rilasciata anche a una persona delegata o agli eredi del soggetto titolare deceduto.

Trattamento dei dati personali - Nuovo Regolamento (UE) 27.4.2016 n. 679 - Amministratori di condominio - Adempimenti

L’Autore analizza l’applicazione del nuovo Regolamento UE 27.4.2016 n. 679, in materia di tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e alla libera circolazione di tali dati, applicabile dal 25.5.2018, con particolare riguardo al condominio.
Costituiscono, ad esempio, dati personali nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, numero dell’interno dell’abitazione.
Il condominio, nella sua qualità di titolare del trattamento, può nominare in assemblea come responsabile del trattamento l’amministratore, mediante un contratto o un atto giuridico conforme al diritto nazionale, stipulato in forma scritta (anche in formato elettronico), nel quale sono definiti i compiti e i limiti di utilizzo dei dati.
È consentita, da parte dell’amministratore, la nomina, nelle medesime forme sopra indicate, di sub-responsabili del trattamento, salvo divieto del condominio.
È compito, poi, dell’amministratore adottare idonee misure tecniche e organizzative per garantire la sicurezza dei trattamenti.

Obbligo di assoggettamento ad IVA in Svizzera - Novità decorrenti dall'1.1.2018

A partire dall'1.1.2018, con la modifica degli artt. 10 cpv. 2 e 14 cpv. 1 e 2 della legge federale svizzera sull'imposta sul valore aggiunto, sono mutate le regole di assoggettamento all'imposta per le imprese estere operanti sul territorio elvetico.
Infatti, dal 2018, gli operatori con sede all'estero che effettuano operazioni in Svizzera sono tenuti ad iscriversi al registro svizzero dei contribuenti IVA qualora abbiano realizzato una cifra d'affari annua complessiva, ossia su scala mondiale, pari o superiore a 100.000,00 franchi svizzeri.
Rispetto alla disciplina previgente, dunque, ai fini della verifica della soglia di 100.000,00 CHF annui, occorre considerare non soltanto la quota della cifra d'affari derivante dalle operazioni realizzate in territorio svizzero, ma anche la quota derivante dalle operazioni effettuate al di fuori di tale territorio. In caso di superamento della soglia prevista, l'impresa dovrà nominare un rappresentante fiscale con domicilio o sede in Svizzera e prestare apposita garanzia all'atto dell'iscrizione al registro dei contribuenti IVA.
Sono previste, però, alcune eccezioni. Ad esempio, sono esonerate dall'assoggettamento obbligatorio, indipendentemente dal volume d'affari realizzato, le imprese estere che eseguono in Svizzera esclusivamente operazioni "esenti", o prestazioni per le quali si applica il principio territoriale del luogo del destinatario.

Trattamento dei dati personali - Nuovo Regolamento UE 27.4.2016 n. 679 - Principali adempimenti per i professionisti non associati

L’Autore analizza gli adempimenti a carico del singolo professionista imposti dal nuovo Regolamento UE 27.4.2016 n. 679, in materia di tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e alla libera circolazione di tali dati, entrato in vigore il 24.5.2016, ma la cui applicazione è stata posticipata al 25.5.2018.
L’Autore, in particolare, evidenzia la compilazione del registro dei trattamenti, rispetto al quale potrebbe costituire un punto di partenza, per i soggetti che lo avevano già compilato, il Documento programmatico sulla sicurezza.
Inoltre, occorre aggiornare l’informativa, già obbligatoria ai sensi del Codice della privacy (di cui al DLgs. 196/2003), con gli elementi nuovi previsti dal Reg. 679/2016.
L’Autore sottolinea, infine, che, per quanto riguarda la nomina del responsabile della protezione dei dati o la predisposizione della valutazione di impatto, questi non risultano essere stati espressamente esclusi per lo svolgimento in forma individuale della professione.

Modulo RW - Investimenti in Bitcoin - Indicazione nel quadro RW (interpello DRE Lombardia n. 956-39/2018)

Gli Autori citano l'interpello della DRE Lombardia n. 956-39/2018, secondo il quale le criptovalute "devono essere oggetto di comunicazione attraverso il quadro RW". Secondo l'Agenzia, il dato va indicato alla colonna 3 («codice individuazione bene») con il «14» («Altre attività estere di natura finanziaria»). Il controvalore in euro della valuta virtuale, invece, va determinato al 31 dicembre del periodo di riferimento, al cambio indicato a tale data sul sito dove il contribuente l'ha acquistata.
In merito, tuttavia, si rileva che le criptovalute si considerano situate nella "rete" (di fatto, nella blockchain), per la quale non esiste né un concetto di "estero" né di territorio nazionale.
Pertanto, l'indicazione nel quadro RW dovrebbe sussistere solo per le criptovalute per le quali le chiavi private sono gestite dal custodial wallet, se quest'ultimo risulta soggetto residente o domiciliato all'estero. L'indicazione non avrebbe senso, invece, per le criptovalute gestite attraverso custodial residenti in Italia

Assegni di importo superiore a 1.000,00 euro privi della clausola di non trasferibilità - Regime sanzionatorio

L’Autore segnala come nelle scorse settimane siano arrivate le prime contestazioni relative all’utilizzo di assegni di importo pari o superiore a 1.000,00 euro senza clausola di non trasferibilità.
Per tale violazione è prevista, dal 4.7.2017, una sanzione di importo variabile tra 3.000,00 e 50.000,00 euro. La violazione, peraltro, in molti casi riguarda soggetti che hanno disatteso la previsione di legge per mera disattenzione. Si è trattato, infatti, dell’utilizzo di assegni tratti da “vecchi” carnet rilasciati dalle banche prima del 30.4.2008, sui quali non era già apposta sul titolo la dicitura “non trasferibile”.
Ad ogni modo, occorre valutare le alternative offerte dalla stessa normativa per ridurre al minimo la sanzione da versare.
Da questo punto di vista, si potrebbe prendere in considerazione il ricorso all’oblazione. L’importo dovuto, in tal caso, è di 6.000,00 euro (due volte il minimo).
Lo scorso 27.2.2018 la Commissione Finanze della Camera, nel parere allo schema di DLgs. recante attuazione della Direttiva 2016/2258/UE – relativa all’accesso da parte delle autorità fiscali alle informazioni in materia di antiriciclaggio – ha approvato la proposta di revisione delle sanzioni previste dall’art. 63 del DLgs. 231/2007 al fine di eliminare tali rigidità, ristabilendo i principi di ragionevolezza e di proporzionalità delle sanzioni. Rispetto a tali profili sarebbe allo studio anche una soluzione che preveda la restituzione delle somme versate a titolo di oblazione.

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