Novità del 25.05.2018 - Associazioni sportive, Residenza fiscale, fatturazione elettronica, investimenti pubblicitari, locazione, privacy

Associazioni sportive dilettantistiche - Attività didattica - Riconoscimento ulteriore rispetto a quello del CONI

L'art. 10 co. 1 n. 20 del DPR 633/72 prevede l'esenzione dall'applicazione dell'IVA per l'attività didattica in generale. Tale previsione viene applicata anche negli accertamenti effettuati nei confronti delle ASD che non possono beneficiare, per i corrispettivi specifici percepiti per tale attività, della decommercializzazione ai fini delle imposte dirette, ex art. 148 co. 3 del TUIR, e dell'esclusione da IVA, ex art. 4 co. 4 del DPR 633/72.
Peraltro, è necessario che l'ASD abbia conseguito uno specifico riconoscimento di tali attività didattiche, rilasciato da organismi pubblici che, nell'ambito sportivo dilettantistico, è ulteriore e diverso rispetto a quello generale operato dal CONI. L'ottenimento di tale riconoscimento, nel caso di prestazioni di attività didattica/formativa verso terzi estranei all'ASD, permette di esentare dal tributo IVA il corrispettivo, visto che l'esclusione opera soltanto verso gli iscritti, associati o partecipanti; in assenza di detto ulteriore riconoscimento, in caso di perdita della qualifica di ente non commerciale, tutte le entrate diventeranno imponibili ai fini IVA

Residenza fiscale - Ruolo della normativa interna e delle Convenzioni internazionali

La residenza fiscale delle persone fisiche è determinata in Italia, a norma dell'art. 2 del TUIR, se la persona ha in Italia per la maggior parte del periodo d'imposta:
- l'iscrizione nell'Anagrafe della popolazione residente;
- la residenza anagrafica;
- il domicilio.
Se sussistono casi di doppia residenza, si fa ricorso alle Convenzioni contro le doppie imposizioni, le quali assegnano la residenza allo Stato in cui la persona ha la propria abitazione permanente o, in caso di abitazioni permanenti in entrambi gli Stati, allo Stato in cui è situato il centro dei propri interessi vitali.
L'iscrizione all'AIRE non è, quindi, decisiva ai fini della valutazione della residenza fiscale, in quanto è possibile che un soggetto ancora iscritto all'Anagrafe della popolazione residente debba considerarsi residente all'estero se, in base alla Convenzione che lega l'Italia all'altro Stato (la quale prevale sulla norma interna), l'abitazione permanente e/o il centro degli interessi vitali sono in quest'altro Stato.

Obbligo di fatturazione elettronica - Regole di emissione e ricezione delle fatture (provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757)

Gli Autori osservano che, in base alle nuove regole di emissione e trasmissione delle fatture elettroniche approvate con provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757, i soggetti passivi IVA saranno tenuti ad adottare una serie di accorgimenti prima di procedere con l'invio dei documenti.
In primis, essi dovranno:
- definire il canale di dialogo con il Sistema di Interscambio;
- scegliere se apporre o meno sul file XML la firma digitale (infatti l'apposizione della firma non costituisce un obbligo per le fatture emesse verso soggetti diversi dalle Pubbliche Amministrazioni, ma può essere opportuna).
Effettuate tali scelte, i soggetti passivi IVA dovranno:
- acquisire l'indirizzo telematico o il codice destinatario per il recapito del documento, o eventualmente inserire il codice convenzionale "0000000";
- sottoporre ad un controllo preventivo i dati inseriti nella fattura, anticipando le verifiche del SdI con riguardo, ad esempio, alla partita IVA del mittente e del destinatario.
La fattura contenente una partita IVA cessata o inesistente viene infatti scartata dal sistema.
Si ricorda, in ultimo, che il SdI non gestisce gli avvisi di parcella.

Credito d'imposta per investimenti pubblicitari - Firma del DPCM di attuazione

Stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe stato firmato il DPCM relativo alla procedura per accedere al credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari di cui all'art. 57-bis del DL 50/2017.
Con il DPCM vengono fornite indicazioni specifiche in merito a:
- soggetti beneficiari;
- investimenti ammissibili ed esclusi;
- limiti delle condizioni di agevolazione;
- procedure e controlli.
Si ricorda che il credito d'imposta è pari al 75% degli investimenti incrementali (90% in caso di investimenti effettuati da PMI e start up innovative) per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici (anche on line), TV e radio locali.

Locazione ad uso diverso da abitazione - Disdetta del locatore non tempestiva - Indennità per la perdita dell'avviamento (Cass. 22.5.2018 n. 12607)

Con la sentenza 22.5.2018 n. 12607, la Corte di Cassazione ha statuito circa la validità della disdetta non tempestiva da un contratto di locazione, ai fini della successiva scadenza contrattuale.
In tema di locazione di immobili urbani ad uso diverso dall'abitativo, la durata del contratto è stabilita dalla legge in sei anni, con rinnovo tacito per ulteriori sei (oppure nove anni per gli immobili adibiti ad attività alberghiere o teatrali), salvo che venga comunicata, mediante lettera raccomandata, formale disdetta almeno 12 (oppure 18) mesi prima della scadenza (artt. 27 e 28 della L. 392/87).
A riguardo, la Cassazione ha affermato che la disdetta del locatore, che giunga al conduttore oltre il termine previsto dalla legge, non opera per la proroga "in itinere", ma resta automaticamente valida per la successiva scadenza contrattuale, senza necessità di una ulteriore manifestazione espressa di volersene avvalere.
Di conseguenza, è necessaria una revoca espressa della disdetta per far sì che essa non operi alla scadenza successiva e il conduttore che rilasci spontaneamente l'immobile prima della proroga successiva ha diritto all'indennità per la perdita di avviamento, ai sensi dell'art. 34 della L

Trattamento dei dati personali - Nuovo Regolamento (UE) 27.4.2016 n. 679 - Indicazioni operative (Linee guida Consiglio Nazionale Forense 22.5.2018)

Sono state rilasciate dal Consiglio Nazionale Forense le Linee guida relative all'applicazione del Regolamento UE 679/2016 (GDPR), ai fini dell'adeguamento alla normativa in materia di protezione dei dati personali.
Fra i chiarimenti forniti, il CNF ha evidenziato come l'avvocato debba prestare particolare attenzione alla protezione dei dati dei propri clienti, di cui viene in possesso o a cui ha accesso nell'esercizio delle sue funzioni in virtù o in correlazione al suo mandato, trattandosi, per loro natura, di dati particolarmente "sensibili" (ad esempio perché riguardanti la salute) e la cui divulgazione, sia pur accidentale, potrebbe ledere i diritti e la libertà delle persone coinvolte. A tal fine, quindi, per evitare la perdita dei dati, occorre, fra l'altro, individuare, definire e attuare specifiche misure di sicurezza (sia fisiche, che informatiche).
Spetta, poi, all'avvocato definire una politica di durata e di conservazione dei dati dei clienti, rispetto alla durata del mandato professionale e anche al periodo successivo alla cessazione del rapporto professionale per tutelare i diritti dell'avvocato nei confronti del cliente (si fa, ad esempio, riferimento al diritto dell'avvocato di conseguire il compenso ed eventualmente alla necessità di resistere ad azioni di responsabilità).
Il CNF, infine, ha sottolineato come il nuovo Regolamento possa ampliare l'ambito di intervento professionale per l'avvocato che può, da un lato, nella sua qualità di giurista in possesso di particolari competenze, prestare consulenza in materia di privacy e, dall'altro, se in possesso anche di competenze tecniche specifiche, rivestire le funzioni di Responsabile della protezione dei dati (RPD).

Accetto

Questo sito utilizza i cookies per ottimizzare l'esperienza dell'utente durante la navigazione, proseguendo accetti di ricevere tali dati da questo sito.
Per maggiori informazioni sull'utilizzo dei cookies e per sapere come disabilitarli visita questa pagina.