Novità del 23.03.2018 - compenso professionista, contabilità semplificata, comunicazione enea, spese universitarie

Rinuncia al compenso da parte del professionista - Presunzione di evasione (Cass. 14.3.2018 n. 6215)

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 14.3.2018 n. 6215, ha affermato che l’elevato numero di prestazioni gratuite effettuate dal professionista può rappresentare un elemento idoneo a legittimare la rideterminazione induttiva dei maggiori redditi professionali.
Tale circostanza, infatti, può far ritenere la contabilità inattendibile ai sensi dell’art. 39 co. 2 del DPR 600/73, soprattutto se raffrontata con le numerose prestazioni professionali rese.

Soggetti in contabilità semplificata - Registrazione delle fatture ai fini IVA e determinazione del reddito d'impresa

L'esercizio dell'opzione per il regime contabile di cui all'art. 18 co. 5 del DPR 600/73, da parte dei contribuenti in contabilità semplificata, comporta l'applicazione di una presunzione assoluta che lega il momento di conseguimento del ricavo e di sostenimento del costo a quello di registrazione del documento ai fini IVA.
Gli Autori rilevano in proposito che:
- nell'ambito di Telefisco 2018 è stato chiarito, fra l'altro, che per i contribuenti i quali adottano il predetto regime "Registrazione = incassi/pagamenti" il costo relativo alle fatture passive datate e ricevute nel 2017, ma registrate nel 2018 con annotazione separata (circ. Agenzia delle Entrate 17.1.2018 n. 1), è deducibile in quest'ultimo anno;
- la predetta soluzione potrebbe essere interessante per i contribuenti con rimanenze iniziali elevate all'1.1.2017, i quali spesando integralmente detto ammontare nell'anno 2017 potrebbero generare perdite fiscali non utilizzabili in assenza di altri redditi d'impresa.

Detrazione IRPEF per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio - Comunicazione all'ENEA - Novità della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) (guida Agenzia delle Entrate febbraio 2018)

L'Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" alla luce delle novità contenute nella L. 205/2017 (legge di bilancio 2018).
Nel documento è evidenziato, tra le altre cose, che:
- la detrazione IRPEF di cui all'art. 16-bis del TUIR spetta nella misura del 50% alle spese sostenute fino al 31.12.2018 per gli interventi volti al recupero edilizio;
- dal 2018 sono beneficiari dell'agevolazione anche gli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e i soggetti che hanno finalità analoghe;
- per gli interventi di recupero edilizio deve essere presentata una comunicazione all'ENEA;
- sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati su unità abitative, è applicabile l'aliquota del 10%. Quanto ai beni, l'aliquota agevolata si applica solo se questi sono ceduti nell'ambito di un contratto di appalto, e, comunque, non su quelli "di valore significativo".

Detrazione IRPEF delle spese universitarie - Disposizioni attuative (DM 28.12.2017)

Ai sensi della lett. e) dell'art. 15 co. 1 del TUIR spetta una detrazione IRPEF del 19% in relazione alle spese per la frequenza di corsi di istruzione universitaria.
Per l'anno 2017, le spese relative alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali, per ciascuna area disciplinare di afferenza e Regione in cui ha sede il corso di studio, sono state individuate dal DM 28.12.2017 (pubblicato nella G.U. 17.3.2018 n. 64).
Anche per l'anno 2017 (così come per il 2015 e il 2016), l'importo massimo detraibile è pari a:
- area "medica": 3.700 euro per i corsi con sede in Regioni del Nord, 2.900 euro per il Centro e 1.800 per il Sud e isole;
- area "sanitaria": 2.600 euro per il Nord, 2.200 euro per il Centro e 1.600 per il Sud e isole;
- area "scientifico-tecnologica": 3.500 euro per il Nord, 2.400 euro per il Centro e 1.600 per il Sud e isole;
- area "umanistico-sociale": 2.800 euro per il Nord, 2.300 euro per il Centro e 1.500 per il Sud e isole.

Cumulo gratuito dei periodi assicurativi - Estensione alle Casse di previdenza professionali - Convenzione quadro INPS

Il Ministero del Lavoro ha fornito un parere all'INPS (reso noto con un comunicato stampa dell'AdEPP), con riferimento all'erogazione delle pensioni in cumulo gratuito per i professionisti, fino ad oggi bloccata a causa dei dubbi sulla ripartizione dei costi di gestione delle pratiche tra INPS e Casse private. Appoggiando le Casse private, il Ministero ha spiegato che non è possibile accondiscendere al sistema di compartecipazione agli oneri definiti con la Convenzione trasmessa dallo stesso Istituto di previdenza, mentre appare ragionevole l’eventuale limitata partecipazione ai costi che sono stati individuati, ad esempio, ai fini della erogazione del trattamento pensionistico in totalizzazione, ossia il rimborso, da parte degli enti, dei costi bancari e postali sostenuti dall'INPS per l’invio degli assegni pensionistici.
L’INPS invierà, dunque, alle Casse, un nuovo testo della Convenzione, modificato nella parte riguardante i costi, da dividere in base alla quota di pensione erogata da ciascun ente; in tal modo, si consentirà di sbloccare da subito i pagamenti, rinviando ad un secondo momento le difficoltà burocratiche.

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