Novità del 22.05.2018 - Cooperativa, fatturazione elettronica, pagamenti, non residenti, polizze morte, Bitcoin, riqualificazione energetica, lavoro autonomo elementi

Presidente di cooperativa – Legale rappresentante - Ruolo equiparato a quello del datore di lavoro - Infortunio occorso al socio – Responsabilità penale (Cass. pen. 28.3.2018 n. 14268)

Con la sentenza 14268/2018, la Corte di Cassazione riconosce la responsabilità penale in capo al legale rappresentante di una cooperativa per le lesioni personali subite dal lavoratore (socio), a causa del mancato adempimento degli obblighi in materia antinfortunistica. Secondo la Corte, infatti, i soci delle cooperative sono equiparati ai lavoratori subordinati, mentre la qualifica datoriale - ai fini di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori - spetta alla figura che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva, esercitando i propri poteri decisionali e di spesa.

Obbligo di fatturazione elettronica - Irregolare trasmissione della fattura elettronica al Sistema di Interscambio - Omessa fatturazione - Regime sanzionatorio

La fattura elettronica non si considera validamente emessa in caso di scarto del file in formato XML da parte del Sistema di Interscambio. Ne consegue che:
- al cedente o prestatore può essere irrogata la sanzione amministrativa prevista dall'art. 6 del DLgs. 471/97 per l'omessa fatturazione (art. 1 co. 6 del DLgs. 127/2015);
- il cessionario o committente deve verificare la corretta emissione dalla fattura elettronica a cura della controparte, poiché, in caso di mancata o irregolare fatturazione, è tenuto ad attivare la procedura di regolarizzazione prevista dall'art. 6 co. 8 del DLgs. 471/97 (emissione di autofattura "denuncia" in formato elettronico).
Con riguardo alla comunicazione delle operazioni transfrontaliere (art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015) si rileva l'esistenza di una discrasia fra la periodicità mensile dell'adempimento e le sanzioni applicabili in ragione trimestrale in caso di dati omessi, incompleti o inesatti (art. 11 co. 2-quater del DLgs. 471/97).

Pagamento con mezzi tracciabili - Novità della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018)

Al fine di evitare comportamenti elusivi, l’art. 1 co. 910 – 914 della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) ha disposto che, a partire dall’1.7.2018, la retribuzione ed eventuali suoi anticipi dovranno essere corrisposti ai lavoratori mediante strumenti tracciabili, ossia bonifico, strumenti di pagamento elettronico o, ancora, l'emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore (o un suo delegato maggiore di 16 anni).
Lo stipendio potrà ancora essere corrisposto in contanti solo se il pagamento avverrà presso lo sportello bancario o postale presso il quale il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento.
Da tale obbligo restano esclusi i rapporti di lavoro:
- instaurati con le Pubbliche Amministrazioni;
- rientranti nell’ambito di applicazione dei CCNL per gli addetti ai servizi familiari e domestici.
Secondo l’Autore, dato l’esplicito riferimento al termine “retribuzione”, sembrerebbero esclusi dal divieto anche i compensi derivanti da borse di studio, tirocini, rapporti autonomi di natura occasionale, ma al riguardo sono attesi chiarimenti ministeriali.

Soggetti non residenti - Obblighi dichiarativi

Le persone fisiche non residenti sono tenute a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia per i redditi che si considerano prodotti sul territorio dello Stato ai sensi dell'art. 23 del TUIR (es. redditi di lavoro dipendente prestato in Italia, interessi corrisposti da soggetti residenti in Italia, ecc.).
Sono fatti salvi gli esoneri dall'obbligo di dichiarazione previsti:
- per i redditi assoggettati a ritenuta a titolo d'imposta (es. dividendi, royalties);
- per la generalità dei soggetti d'imposta, distinti a seconda dei redditi prodotti (es. soggetti titolari di soli redditi fondiari di importo non superiore a 500,00 euro).
I soggetti non residenti non sono tenuti a presentare il quadro RW per l'indicazione delle attività detenute all'estero.

Polizze per rischio di morte o invalidità degli amministratori - Deducibilità - Condizioni (C.T. Reg. Lombardia 14.2.2018 n. 615/1/2018)

Secondo la C.T. Reg. Lombardia 14.2.2018 n. 615/1/2018:
- i premi per polizze di responsabilità civile di amministratori, sindaci e dirigenti devono considerarsi inerenti all'attività d'impresa in quanto coprono il rischio di perdite patrimoniali della società per risarcimenti richiesti da terzi per comportamenti posti in essere da dipendenti o organi sociali in ragione del loro ufficio, con possibile responsabilità indiretta della società;
- i premi per polizze infortuni di dirigenti e consulenti e per il rimborso delle spese mediche di amministratori e dirigenti sono inerenti, in quanto strettamente collegate al rapporto di lavoro ed alla funzione di amministratore che mirano ad agevolare;
- i premi per polizze vita (key-man) sottoscritte per l'evento morte dell'amministratore non sono inerenti all'attività d'impresa, in quanto non vi è alcun rapporto diretto tra l'evento (che può ben avvenire a carica cessata) e l'attività d'impresa.
Tale ultima copertura assicurativa deve essere considerata non un costo, ma semmai un'immobilizzazione finanziaria, poiché collegata ad un evento non direttamente connesso con l'attività sociale.

Cessione di bitcoin - Dubbi applicativi

Con riferimento ai bitcoin ed alle criptovalute in genere, l'interpello DRE Lombardia 956-39/2018 sostiene che i medesimi devono essere oggetto di comunicazione attraverso il quadro RW. In particolare, all'interno di questo quadro la criptovaluta:
- deve essere segnalata nella colonna 3 («codice individuazione bene») con il «14» («Altre attività estere di natura finanziaria»);
- possiede un controvalore in euro che deve essere determinato al 31 dicembre del periodo di riferimento, al cambio indicato a tale data sul sito dove il contribuente l'ha acquistata.
Sul tema, gli Autori osservano che l'unica norma di legge nazionale che ha regolato il fenomeno delle criptovalute è il DLgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio; questa disposizione stabilisce che le valute virtuali consistono in una "rappresentazione digitale di valore non emessa da una banca centrale o da un'autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l'acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente".
Guardando alla normativa antiriciclaggio, gli Autori rilevano che emerge una chiara incompatibilità tra il concetto di criptovaluta e quello di valuta estera.

Detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energetica - Spese sostenute dall'1.1.2018 - Cessione della detrazione (circ. Agenzia delle Entrate 18.5.2018 n. 11)

Con la circ. 18.5.2018 n. 11, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in relazione alla possibilità di cedere la detrazione spettante a seguito di interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
Per le spese sostenute dall'1.1.2018, le detrazioni IRPEF/IRES possono essere cedute da tutti i soggetti a prescindere da quali interventi sono stati eseguiti.
In luogo della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono optare per la cessione del corrispondente credito:
- ai fornitori che hanno effettuato gli interventi,
- ovvero ad altri soggetti privati,
con la facoltà di successiva ulteriore cessione del credito.
In generale, i contribuenti non possono cedere la detrazione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari, salvo che rientrino tra i c.d. "incapienti".
In relazione al numero di cessioni di cui può esser oggetto il credito, inoltre, il trasferimento deve essere limitato a un solo "passaggio" successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto.

Distinzione tra rapporto di lavoro autonomo e rapporto di lavoro subordinato - Elementi qualificanti (Cass. 18.5.2018 n. 12335)

Con la sentenza 18.5.2018 n. 12335 la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sulla questione della distinzione tra rapporto di lavoro autonomo e rapporto di lavoro subordinato.
La Suprema Corte ha ribadito che l’elemento determinante ed essenziale del rapporto di lavoro subordinato, e, nel contempo, criterio distintivo rispetto a quello autonomo, è la subordinazione, intesa come “vincolo di soggezione personale del prestatore al potere direttivo del datore di lavoro, che inerisce alle intrinseche modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative e non già soltanto al loro risultato”; altri elementi del rapporto di lavoro hanno invece carattere sussidiario e funzione meramente indiziaria (tra questi, quelli menzionati a titolo esemplificativo dalla Corte sono la collaborazione, l’osservanza di un determinato orario di lavoro, la continuità della prestazione lavorativa, l’inserimento della prestazione lavorativa nella organizzazione aziendale e il coordinamento con l’attività imprenditoriale, l’assenza di rischio per il lavoratore e la forma della retribuzione).

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