novità del 17.07.2018 split payment, dimora abituale,

Compensi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta sul reddito - Ripristino del regime di esonero - Novità del decreto "dignità"

In relazione a quanto previsto in materia di split payment (art. 17-ter del DPR 633/72) dal decreto "dignità", in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l'Autore rileva che:
- le fatture per prestazioni di servizi soggette a ritenuta IRPEF emesse a decorrere dal giorno di entrata in vigore del decreto legge, anche se riferite a prestazioni che sono state rese anteriormente, non dovranno recare l'indicazione "scissione dei pagamenti" (o "split payment") e l'IVA dovrà essere versata, unitamente all'imponibile, dal committente al prestatore;
- le eventuali note di variazione in diminuzione relative a prestazioni già fatturate in "split payment" devono seguire la disciplina originaria, anche se emesse dopo l'entrata in vigore del decreto legge.

Abitazione principale - Requisiti della dimora abituale e della residenza anagrafica - Ridotti consumi energetici - Disconoscimento delle agevolazioni (Cass. 7.6.2018 n. 14793)

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7.6.2018 n. 14793, ha deciso che il Comune può disconoscere le agevolazioni previste per l'ICI in relazione alle abitazioni principali se i consumi elettrici sono bassi.
Secondo i giudici, quindi, è sufficiente l'elemento presuntivo relativo alla esiguità dei consumi elettrici per non riconoscere le agevolazioni previste per le abitazioni principali, pur in presenza di residenza anagrafica presso l'immobile oggetto di controversia, in quanto il contribuente non può essere presente nell'abitazione in maniera abituale.
Seppur il principio riguardi l'ICI, analoghe considerazione possono essere estese all'IMU ed alla TASI, in considerazione del fatto che, anche in questi casi, per beneficiare dell'esenzione il possessore dell'immobile (ed il suo nucleo familiare), allo stesso tempo, deve dimorarvi abitualmente e risiedervi anagraficamente.

Contratto a tempo determinato - Novità del decreto "dignità"

Il decreto "dignità" ha superato il vaglio della Ragioneria dello Stato ed è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Dal giorno successivo alla pubblicazione entreranno in vigore anche le nuove norme sui contratti a termine, che si applicheranno ai nuovi contratti e ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso.
Le modifiche alla disciplina del lavoro a tempo determinato (artt. 19-29 del DLgs. 81/2015) prevedono:
- la riduzione, da 36 a 24 mesi, della durata massima complessiva del contratto a termine;
- l'obbligo di indicare almeno una causale, tra quelle introdotte dall'art. 1 co. 1 del decreto "dignità", qualora il contratto a termine abbia una durata iniziale superiore a 12 mesi o superi tale limite attraverso successive proroghe del rapporto, nonché in tutti i casi di rinnovo del contratto;
- la riduzione del numero di proroghe, che scende da 5 a 4 nell'arco di 24 mesi;
- l'aumento del termine di impugnazione del contratto a tempo determinato, che passa da 120 a 180 giorni decorrenti dalla cessazione del singolo contratto;
- un aumento dello 0,5% del contributo addizionale a carico del datore di lavoro di cui all'art. 2 co. 28 della L. 92/2012, in occasione di ciascun rinnovo del contratto a termine.
Sono esclusi dall'obbligo della causale i rinnovi e le proroghe dei contratti per attività stagionali, così come individuate dai contratti collettivi e dal DPR 1525/63, per i quali non vale neppure il limite massimo di 24 mesi di durata complessiva dei rapporti a termine intercorsi tra lo stesso datore e lo stesso lavoratore.

 

Acquisto carburante dall’1.7.2018 con pagamenti tracciati

A seguito del differimento al 31.12.2018 dell’utilizzo della carta carburante è possibile, come disposto dall’art. 1, comma 3-bis, DPR n. 444/97, non provvedere alla compilazione della carta effettuando gli acquisti con mezzi tracciabili?

Come disposto dall’art. 1, comma 3-bis, DPR n. 444/97 “i soggetti all'imposta sul valore aggiunto che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari … non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante previsto dal presente regolamento”.

Nell’ambito della Circolare 9.11.2012, n. 42/E l’Agenzia delle Entrate ha specificato che la citata disposizione “esonera dall’obbligo della scheda carburante solo coloro che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Ne

consegue che i soggetti che effettuano i pagamenti anche mediante mezzi diversi (es. contanti) sono tenuti all’adozione della scheda carburante per tutti gli acquisti di carburante effettuati nel periodo d’imposta”.

Nella Circolare 15.2.2013, n. 1/E la stessa Agenzia ha riconosciuto la possibilità di adottare la predetta modalità in corso d’anno, evidenziando che “l’esclusività nelle modalità di certificazione di tali operazioni – che deve ritenersi comunque necessaria – non pregiudica la possibilità, per il contribuente, di passare in corso d’anno dal vecchio al nuovo sistema di certificazione. Ciò, purché, a partire da tale momento – verosimilmente coincidente con la conclusione delle operazioni per la liquidazione dell’Iva –, le operazioni di acquisto di carburante vengano documentate «esclusivamente» mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate.”

Considerato quanto sopra si ritiene possibile alla luce della necessità di utilizzare mezzi tracciati per l’acquisto di carburante, non compilare la carta carburante dall’1.7.2018, ancorchè in precedenza i rifornimenti siano stati effettuati anche in contante.

È opportuno che l’Agenzia delle Entrate intervenga a chiarire se l’esonero dalla tenuta della carta carburante possa essere esteso anche in caso di utilizzo degli ulteriori mezzi di pagamento tracciati riconosciuti dalla stessa nel Provvedimento 4.4.2018 (ad esempio, bonifico bancario).

Credito d'imposta per la formazione 4.0

Al via il credito d'imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese per la formazione del personale negli ambiti funzionali al processo di trasformazione tecnologica e digitale 4.0.

Possono accedere al beneficio tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Il decreto attuativo è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 22 giugno 2018.

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