Novità del 06.04.2018 - Cumulo previdenziale, contributo baby sitting, assegni, uso bene condominiale

Cumulo gratuito dei periodi assicurativi - Estensione alle Casse di previdenza professionali - Convenzione quadro INPS

L’INPS ha raggiunto un accordo con Inarcassa ed Enpam per il cumulo gratuito dei periodi assicurativi “spezzati” in più enti previdenziali a chi faccia domanda di accesso al trattamento pensionistico. Al momento della corresponsione dei primi assegni, per definire l’attribuzione di eventuali oneri gestionali, verrà effettuato un monitoraggio di 90 giorni da parte di un gruppo di lavoro i cui esponenti saranno designati pariteticamente dalle parti e integrati con un membro nominato dal Ministero del welfare ed un altro dal Dicastero dell’economia.
Ad oggi, non è stato raggiunto un accordo in merito alla partecipazione alle spese vive affrontate dall’INPS per l’erogazione dei trattamenti, in quanto gli Enti privati confermano la propria posizione contraria poiché non è previsto alcun ulteriore onere nel quadro della convenzione del 2007 e per via del parere del Ministero del welfare, in cui non si avvalla la richiesta di 65,00 euro da parte dell’INPS per ogni caso trattato.

Contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia (mess. INPS 30.3.2018 n. 1428)

Con il messaggio 30.4.2018 n. 1428, l’INPS detta le istruzioni per la presentazione delle domande per accedere al contributo per baby sitting e asili nido nell'anno in corso.
Grazie a tali benefici, le madri lavoratrici possono richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, la corresponsione di voucher per il baby sitting o di un contributo per fare fronte ai costi degli asili nido, per un massimo di 6 mesi.
Il contributo spetta, nella misura massima di 600 euro mensili, per frazioni mensili intere (da riproporzionare in caso di rapporto di lavoro part-time), alle madri lavoratrici:
- dipendenti;
- iscritte alla Gestione separata;
- autonome o imprenditrici, per una durata massima pari a 3 mesi.
Le modalità di presentazione delle domande restano le medesime rispetto al passato.
L'INPS comunica che il contributo per la fruizione degli asili nido pubblici o privati accreditati viene erogato direttamente alla struttura scolastica, mentre il “voucher baby sitting”, che poteva essere attivato mediante l’acquisto dei voucher di lavoro accessorio, a partire dal 1.1.2018, verrà erogato mediante la modalità del “Libretto Famiglia”.
Il termine generale per la presentazione delle domande è fissato al 31.12. 2018, ma sussistono termini individuali modulati in base alla categoria in cui rientra la madre richiedente, come illustrato nel messaggio.

Assegni di importo superiore a 1.000,00 euro privi della clausola di non trasferibilità - Regime sanzionatorio

L'autore evidenzia come tra le persone sanzionate per violazione delle norme antiriciclaggio in tema di assegni ci siano anche tanti acquirenti di veicoli. Si ricorda che, secondo la normativa in esame, gli assegni bancari e postali dai mille euro in su devono recare nome o ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Viene poi sottolineato come, in considerazione della rilevanza delle sanzioni, i commercianti rischiano la rivalsa da parte del cliente. Tale possibilità è riconducibile al fatto che i commercianti sono professionisti ai sensi del Codice del consumo e quindi dovrebbero conoscere le regole, rifiutando pagamenti irregolari e avvisando i clienti.
Sia i commercianti che i loro clienti possono, comunque, presentare ricorso in quanto, considerando gli importi coinvolti nell'acquisto di veicoli (specie usati), è dubbio che si possa configurare il riciclaggio.

Uso legittimo di bene comune da parte di un condomino - Limiti (Cass. 7.3.2018 n. 5358)

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 7.3.2018 n. 5358, ha fornito alcuni chiarimenti in merito al rapporto fra uso legittimo e abuso del bene comune da parte del singolo.
Così come evidenziato dall’Autore, rileva il rapporto tra l’uso effettuato e la funzione propria della cosa comune. L’uso di tale bene è legittimo qualora l’utilizzo da parte del singolo non comprometta la “sostanziale” fruibilità del bene ad opera degli altri condomini.
Nel caso di specie, era stato “trasformato” un cavedio in un “vero e proprio accessorio” dell’appartamento di un condomino, “alternandone la destinazione propria”. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato, come già statuito in sede di merito, l’immediata chiusura della porta aperta sul muro comune del cavedio interno, con la rimozione di ciò che ne impediva l’uso da parte degli altri condomini.
Occorre l’autorizzazione esplicita da parte dell’assemblea dei condomini per l’uso esclusivo di un bene comune.

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